(wonkish) Nel mio post di ieri ho messo in luce il fatto che 1) nella maggior parte dei paesi considerati nel  recente studio IMF , il federalismo fiscale ha  riguardato principalmente la devoluzione dei poteri di spesa più che di imposizione; 2) l’Italia si trova, quanto a ruolo degli enti locali,  in una situazione intermedia tra gli Stati Federali e quelli “Unitari”. Voglio qui ricordare che la devoluzione dei poteri di spesa, non accompagnata da quella di imposizione comporta incentivi ad aumentare il peso dello stato nell’economia. E’ il problema del common pool. L’esempio classico di questa esternalità è quello che si verifica quando al ristorante si paga ripartendo il conto tra i commensali. Ciascuno si appropria interamente dei benefici della  pietanza più costosa, ma ne riparte i costi sugli altri. Il risultato è un conto astronomico. E’ cruciale per tanto che il processo avviato di riforma in senso federalista sposti sempre più poteri impositivi ai livelli locali, riducendone le competenze,  se necessario, in termini di spesa. Qui sotto un Appendice per gli studenti di Economia.
PS: Ogni riferimento alla proposta calderoliana di trasferire “dipartimenti” dei Ministeri al Nord è puramente casuale. 
Appendice. Supponiamo ci siano i=1…N Regioni che massimizzano l’utilità del consumatore rappresentativo, Ui, che dipende dal consumo ci  e dalla spesa pubblica locale gi, dove v(g) rappresenta l’utilità della spesa locale, ed è una funzione crescente e concava:

In assenza di risparmi, il consumo è dato dal reddito, e,  al netto delle imposte ti,,  ci = e – ti  . Nel caso di federalismo completo la spesa è finanziata interamente da imposte locali , ed il vincolo di bilancio regionale è dato da  gi = ti,  ; dunque la scelta che massimizza il benessere soddisfa  v'(gi *)  = 1: il costo addizionale di una unità di spesa (1 Euro) eguaglia il beneficio marginale, v'(g).
Consideriamo ora il caso limite di federalismo incompleto, decentramento delle decisioni di spesa ma accentramento delle entrate. Queste vengono ripartite equamente  tra le regioni in modo da coprire il totale delle spese:
 
In questo caso ciascuna Regione sceglierà un livello di spesa che soddisfa v'(gi **)  = 1/N . Ora il costo della spesa addizionale ricade solo per 1/N mo sulla singola Regione che dunque spenderà di più, 

(questo risultato deriva immediatamente dall’ipotesi v”(g) < 0 ) . Poiché tutte le Regioni cercheranno di scaricare sulle altre gli oneri della propria spesa, il livello delle imposte gravanti su tutte le regioni sarà maggiore.I consumi ed il benessere risulteranno in generale inferiori.
Il caso limite di  Stato “unitario” dove sia le spese che le entrate sono decise a livello centrale ottiene un’alllocazione simile a quella dello stato federalista, eliminando il problema delle esternalità. L’obiettivo dello Stato unitario è massimizzare

sotto il precedente vincolo di bilancio. La soluzione è ancora v'(gi *)  = 1