E’ uscito un nuovo lavoro empirico molto interessante (Nico Voigtlaender, Hans-Joachim Voth, “Persecution Perpetuated: The Medieval Origins of Anti-Semitic Violence in Nazi Germany”) che mostra una continuità sorprendente tra i pogrom avvenuti durante la Peste nera nella Germania del milleetrecento e le persecuzioni della Germania nazista. Ecco la traduzione dell’abstract. 


Quanto persistenti sono i tratti culturali? Questo articolo utilizza i dati sulla l’antisemitismo in Germania e trova continuità a livello locale a distanza di più di mezzo millennio. Quando la peste colpì l’Europa nel 1348-1350, uccidendo tra un terzo e la metà della popolazione, la sua causa era sconosciuta. Molti contemporanei incolparono gli ebrei. Città di tutta la Germania furono testimoni di omicidi di massa della popolazione ebraica. Allo stesso tempo, numerose comunità ebraiche vennero risparmiate. In questo lavoro gli autori usano i pogrom avvenuti durante la peste come indicatore per l’antisemitismo medievale. I pogrom durante la Morte Nera sono un potente e robusto predittore della violenza contro gli ebrei nel 1920, e dei voti per il partito nazista. Inoltre, le città medievali in cui si sono verificate le violenze anti-semite nel Medioevo avevano anche tassi più elevati per la deportazione degli ebrei dopo il 1933, avevano più probabilità di vedere sinagoghe distrutte o danneggiate nella ‘Notte dei Cristalli’ nel 1938, ed i loro abitanti avevano scritto più lettere anti-ebraiche all’ editore del giornale nazista Der Stuermer.  ( http://papers.nber.org/papers/W17113)