Habemus manovram! Almeno abbiamo lasciato perdere la storiella di una manovra finanziata dalla lottta all’evasione. Certo, di più da questo governo era difficile aspettarsi, e la manovra ha i limiti che tutti possono vedere:

  • è insufficiente a raggiungere il pareggio entro il 2013, e sic stantibibus rebus renderà necessario il taglio lineare a tutte le agevolazioni fiscali, la clausola di salvaguardia approvata nel Documento di Economia e Finanza
  • E’ basata interamente sull’aumento della pressione fiscale (per il 103%, il 76% il 65% del totale nel 2011-13, secondo i calcoli di Tito Boeri ). Ricordiamoci che  l’evidenza empirica concorda sul fatto gli effetti moltiplicativi negativi  di aumenti delle imposte sul PIL sono parecchio  superiori a  quelli di pari riduzioni della spesa pubblica. Dunque gli effetti recessivi si vedranno.
  • non c’è traccia di liberalizzazioni, privatizzazzazioni, nè tagli alla spesa. I tagli ai costi della politica, per ora, non ci sono.

La logica della manovra è semplice: un’aumento dell’Iva  distribuisce il costi dell’aggiustamento su una vastissima  platea di famiglie ciascuna delle quali, però, paga poco, diciamo sui 150 euro l’anno (per una famiglia tipo), e quindi non si lamenterà molto (i costi di coordinamento sono alti e le associazioni dei consumatori sono ancora deboli in Italia). Molto più facile che attaccare interessi consistenti, concentrati, bene organizzati e politicamente influenti (gli evasori, i ricchi, le professioni). Dunque segnala un governo politicamente molto debole che se la prende coi deboli
C’è poi una chicca che porta il sigillo del capo del governo: se fatturi 10 milioni e 1 centesimo e ne dichiari solo 7, nascondendo al fisco 3 milioni e un centesimo, finisci in prigione perchè evadi oltre il 30% del tuo reddito. Se invece nascondi al fisco 3 milioni ma ne guadagni 100, allora in galera non ci vai. Indovinate perchè?