Produttività del lavoro in Italia e Germania (fonte:Economist Intelligence Unit)

Ieri sera a “8 e Mezzo” Rosy Bindi sosteneva che se i salari italiani fossero pari a quelli tedeschi i consumi delle famiglie sarebbero maggiori. In un “tweet” avevo osservato che c’era da dubitarne, perchè,  in tale caso, le imprese italiane probabilmente avrebbero chiuso. Un lettore mi chiede: come mai allora le imprese tedesche non chiudono? La ragione sta nel fatto che la produttività del lavoro è maggiore in Germania. Esempio: poniamo che un’ora di lavoro costi 5 euro in Italia e 8 euro in Germania. Se un’ora di lavoro produce 5 unità in Italia e 10  unità in Germani, una unità prodotta con un ora di lavoro costa 1 euro in Italia e 80 centesimi in Germania: il divario di produttività pià che compensa quello dei salari. Nella figura ho messo la produttività del lavoro (Pil reale per occupato, fonte EIU) in Germania e Italia (ho posto uguale a 100 il valore del 1999). Nello scorso decennio il divario di produttività tra Germania e Italia è aumentato del 10%, a nostro svantaggio. La figura illustra anche che la produttività è crollata in entrambi i paesi con la grande recessione, perchè l’output si è ridotto molto più che l’occupazione (effetto labor hoarding), ma in Germania si è ripresa molto più rapidamente Ma da cosa dipende la produttività del lavoro? Rispondo rinviando ad un bel post di Hamermesh, un famoso economista del lavoro.