È piuttosto evidente (si veda questo articolo di Reuters) che L’Italia è ormai oggetto di una condizionalità informale da parte della BCE e il FMI. Non stiamo (ancora) prendendo a prestito dal Fondo o dal EFSF, e perciò, a differenza di Grecia, non siamo soggetti al rispetto di target formali per ottenere il versamento delle quote di prestito. Nel nostro caso però la lettera di 15 pagine presentato da Berlusconi a Bruxelles servirà allo stesso scopo: gli acquisti di obbligazioni italiane da parte della BCE saranno decisi sulle base del raggiungimento degli obiettivi e delle scadenze concordate. È per questo che il FMI sta inviando una missione a Roma.