Nelle sue prime considerazioni finali, il nuovo Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco non le ha mandate a dire, nè alle Banche nè all’Europa. Un cambio di stile notevole rispetto ai toni paludati dei suoi predecessori. Particolarmente efficace l’analisi degli effetti del credit crunch sulla crescita e le riflessioni sulle responsabilità dell’Europa nella crisi del debiti sovrani. Riporto alcune frasi significative. Buona lettura.
  

Banche
….Ristabilire condizioni ordinate sul mercato del credito è essenziale per le prospettive della nostra economia. L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, le difficoltà di raccolta bancaria, i maggiori costi e la minore disponibilità di credito all’economia hanno determinato finora un effetto depressivo sull’attività economica valutabile in circa un punto percentuale nella media dell’anno in corso. Senza gli interventi dell’Eurosistema l’effetto sarebbe stato maggiore…
..Alle aggregazioni tra banche non hanno fatto seguito snellimenti incisivi dell’articolazione societaria dei gruppi e una riduzione nel numero dei componenti degli organi amministrativi. I primi 10 gruppi contano complessivamente 1.136 cariche, escludendo le società estere; oltre 700 per le sole banche controllate.
..In Italia il 38 per cento dei prestiti alle aziende ha durata non superiore ai 12 mesi; la quota è del 18 per cento in Germania e in Francia, del 24 nella media dell’area dell’euro. La maggiore dipendenza dal debito a breve termine espone le imprese italiane a più elevati rischi di rifinanziamento, restringe l’orizzonte temporale degli investimenti.
Europa
..Nell’ultimo triennio, sotto la spinta delle tensioni sui mercati, sono stati fatti passi importanti per rafforzare la governance dell’area. Ma i processi decisionali, condizionati dal metodo intergovernativo e dal principio dell’unanimità, sono ancora lenti e farraginosi. Serve un cambio di passo..
..Nell’immediato, servono soprattutto manifestazioni convergenti della volontà irremovibile di preservare la moneta unica: se i governi, le autorità europee, la stessa Banca centrale europea valutano positivamente i progressi compiuti dai paesi in difficoltà nel risanamento finanziario e nelle riforme strutturali, ne deve seguire un loro impegno attivo a orientare in tal senso anche le valutazioni dei mercati. 
..I differenziali attuali di rendimento dei titoli pubblici non sembrano tener conto di quanto è stato fatto: alimentano ulteriori squilibri, determinando una redistribuzione di risorse dai paesi in difficolt a quelli percepiti più solidi; ..Vanno resi più efficaci sul piano operativo gli strumenti di assistenza finanziaria agli Stati in difficoltà. Va prevista la possibilità di agire tempestivamente sui mercati dei titoli e di effettuare interventi diretti a favore degli intermediari, con procedure più flessibili, meno penalizzanti per i paesi beneficiari che rispettino le regole dell’Unione..
..La disponibilità di maggiori risorse comuni e anche l’istituzione da più parti proposta di un fondo ove trasferire i debiti sovrani che eccedano una soglia uniforme, da redimere gradualmente in tempi e modi ben definiti, sostanziano una forma di unione fiscale che non può essere disgiunta da regole cogenti, da poteri di controllo e intervento.