In settembre ho discusso su Linkiesta quanto sia plausibile l’ipotesi di un “Monti bis” e cioè che il prossimo governo porti avanti l’ “Agenda Monti” di rigore di bilancio e riforme strutturali. Il modello probabilistico descritto nell’articolo si basa sull’idea che l’esito dipenda da due fattori: il sistema elettorale e le leadership delle coalizioni in campo. Un sistema tendenzialmente proporzionale accresce le chance del “Monti bis”, perché produce governi di coalizione deboli sul piano parlamentare, mentre un sistema con forte premio maggioritario ha l’effetto opposto. L’Agenda Monti ha maggiori probabilità se prevalgono leadership/alleanze moderate (Alfano e Renzi), mentre ha minori probabilità se prevalgono leadership/alleanze più radicali (Berlusconi contro Bersani-Vendola).

In settembre la stima iniziale della probabilità del Monti bis , p(M2), risultava pari al 43% poiché

  • Berlusconi sembrava intenzionato a essere il candidato PdL (60% di probabilità contro il 40% di Alfano);
  • Bersani era favorito contro Renzi (rispettivamente 60% e 40% di probabilità di essere leader del PD)
  • La discussione sulla riforma elettorale lasciava pensare avrebbe generato un sistema “proporzionale” (con il 60% di probabilità), piuttosto che uno “maggioritario” (con il 40%)

In novembre alcuni sviluppi modificavano significativamente il quadro politico, favorendo leadership moderate e un parlamento “in bilico” con un nuovo governo di coalizione:

  • Berlusconi dichiarava che non si sarebbe candidato (quindi la probabilità di una sua leadership calava al 10% contro il 90% di Alfano);
  • Renzi cresceva nei sondaggi (Bersani e Renzi al 50% );
  • Si discuteva di una riforma elettorale caratterizzata da un basso premio di maggioranza (probabilità di “parlamento in bilico” al 90%);

Ciò portava il Monti-bis a superare ampiamente il 50% . Ma oggi abbiamo tre nuove importanti novità:

  • Bersani ha vinto le primarie e dunque questa fonte di incertezza viene meno (anche se rimane da vedere se ci sarà un ticket Bersani-Renzi e cosa succederà all’alleanza con Vendola o/e Casini)
  • Dopo il tira-molla con le primarie del PdL, e dopo la vittoria di Bersani, oggi Berlusconi potrebbe tornare di nuovo in campo (gli assegno una probabilità del 60%, con Alfano al 40%);
  • Sembra che il PdL non voglia più cambiare la legge elettorale (la probabilità di un parlamento “in bilico” torna al livello iniziale, 60%).

Dunque  si riduce il peso delle componenti più “di centro” nei due schieramenti e diventa meno probabile una riforma che produca un governo privo di una maggioranza solida. Di conseguenza, come si vede dalla figura, la probabilità dell’ Agenda Monti (“Monti bis”) cala vistosamente, al 30%.