Pendolarizzando da tempo tra Milano e Bologna per i miei impegni accademici,  sono stato tra quelli che hanno salutato con soddisfazione la rottura del monopolio delle Ferrovie dello Stato con l’arrivo (o meglio la partenza) della compagnia NTV di Montezemolo, Della Valle e soci. Pur non facendomi illusioni sul perdurare della iniziale ventata di concorrenza in un regime di duopolio, in cui un “concorrente”, Trenitalia, è di proprietà pubblica al 100%, non mi sarei mai immaginato che la  “giovane” compagnia di Italo avrebbe riservato ad un suo abbonato, il sottoscritto,  il trattamento  somministratomi ieri.

Il problema è generale e presto detto:  NTV impedisce ai sui abbonati di prenotare posti liberi che invece sono disponibili  per i non abbonati, discriminandoli dunque rispetto a questi ultimi. In questo modo il valore dell’abbonamento per chi lo sottoscrive, pari al valore (scontato) dei viaggi programmati, viene ridotto in modo arbitrario.  Arbitrario perché  a) il contratto di trasporto non prevede  questa discriminazione b) questo fatto non viene  menzionato nelle condizioni dell’abbonamento, che assicurano la possibilità di effettuare e modificare la prenotazione quando i posti sono disponibili, né   in alcuna delle informazioni generali fornite al sottoscrittore. E’ esattamente come se NTV vendesse un’obbligazione (al trasporto) “subordinata” (rispetto agli altri passeggeri) a discrezione dell’emittente, senza informarne il sottoscrittore e  spacciandola per non subordinata. In Italiano si chiama truffa.

La cronaca. Due giorni fa  (il 3/5)  cerco di prenotare per ieri un posto sul treno 9928 da Bologna a Milano delle 18.03 ma il sistema mi permette solo di prenotarne uno sul quello successivo, delle 19.03. Penso allora che il treno sia pieno. Errore! Provando a comprare un biglietto dal sito si trova posto! Provo a cambiare la prenotazione: impossibile. Contatto il call center (1.59 al minuto più scatto alla risposta): impossibile. Mi reco al servizio clienti alla stazione di Bologna: impossibile. Salgo sul treno delle 18.03 , e faccio presente al capotreno che ci sono un sacco di posti liberi, chiedendo di cambiare la mia prenotazione: impossibile. Il capotreno mi informa che posso scegliere tra a) comprare un biglietto nuovo (ma ho abbonamento e prenotazione! e se si può comprare un nuovo biglietto significa che c’è posto), b) scendere alla prima stazione (Reggio Emilia) e aspettare il treno successivo. Scendo.

Il capotreno mi informa anche che dovrei essergli grato, perché non mi ha fatto pagare il biglietto da Bologna a Reggio Emilia (!). Come spesso accade a chi pensa di essere importante per il fatto di indossare un’uniforme, il capotreno si lascia scappare che un trattamento siffatto la compagnia  NTV lo riserva “sistematicamente” agli abbonati, in particolare quelli della tratta Milano-Torino, perché, sostiene, “vuole farli fuori, non rendono” (sic). Obbietto però che il soldi del mio abbonamento mensile, Euro 359, la compagnia NTV  se li è presi, eccome!

Mi rimane un solo dubbio: ma l’Autorità Garante dei Trasporti esiste o è solo un sito (e, immagino, stipendi pagati ai propri funzionari e dirigenti)?

 

PS: della vicenda parlano a Radio24 Debora Rosciani e Nicoletta Carbone