Uno degli spettri che in queste ore  si aggira per l’Europa è quello  che la Brexit provochi un’ondata di incertezza sui mercati finanziari ed una fuga dai debiti sovrani dei paesi più “fragili”, i buoni vecchi PII(G)S. Nei giorni scorsi Mario Draghi è intervenuto  per rassicurare i mercati dichiarandosi pronto, ancora una volta, a mettere in atto le misure necessarie per stabilizzare i mercati, dovessero essere necessari acquisti ancora più massicci degli attuali 80 miliardi mensili per stabilizzare i mercati. La domanda è se tali rassicurazioni siano state efficaci, ed in quale misura una vittoria di Brexit possa far aumentare la percezione del rischio sovrano per i diversi paesi europei. Per rispondere a questa domanda abbiamo calcolato le probabilità implicite dei contratti di assicurazione a 5 anni contro il default dei debiti sovrani (i cosiddetti CDS), scambiati giornalmente sui mercati finanziari tra il primo aprile ed il 21 giugno 2007 (fonte: DataStream). Abbiamo studiato come queste probabilità di default siano influenzate dai risultati dei  sondaggi giornalieri sulle intenzioni di voto, e da questa relazione  abbiamo calcolato cosa dovrebbe succedere a seconda che il voto favorisca “Leave” o “Remain”. I dati utilizzati sono tratti dal Financial Times. (si vede l’Appendice tecnica alla fine del post)

La figura sottostante mostriamo sull’asse delle ascisse la probabilità di default se vince Remain mentre su quello delle ordinate riportiamo la probabilità di default se vince  Leave. I paesi in cui l’esito del referendum britannico non ha effetti sulla probabilità di default si trovano sulla retta a 45 gradi. I paesi che si trovano sopra tale retta sono quelli in cui il rischio di default in caso di vittoria di Brexit (sull’asse delle Y) è maggiore che nel caso di Remain (sull’asse delle X). Infine i paesi sotto la retta sono quelli in cui il rischi di default è più basso se vince Brexit.

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Dalla figura emergono alcuni risultati interessanti.

  1. Gli effetti della Brexit sugli spread dei CDS sono limitati per tutti i paesi considerati, e la distanza tra gli spread nei due scenari non superano i 15 punti base (pb)
  2. Nel Regno unito la  percezione di rischio non viene influenzata dall’esito della consultazione
  3. I paesi in cui il rischio sovrano aumenta di più nel caso di uscita della Gran Bretagna sono i seguenti: sopra la retta a 45 gradi si trovano  Italia (+7 pb), Spagna (+5), Portogallo (+14).
  4. La probabilità di default é solo marginalmente più alta in Germania (+2.4 bp)

Paolo Manasse e Giulio Trigilia

 

Appendice Metodologica

Il modello teorico assume che le probabilità di default implicita nei CDS sovrani, p, che si osservano prima che siano noti i risultati del Referendum, riflettano le aspettative di default in caso di vittoria di Brexit e quelle di default in caso di vittoria di leave:

(1) p = E(p|Brexit) x Prob(Brexit) + E(p|Remain) x [1-Prob(Brexit)]

Stimiamo il modello empirico, paese per paese :
.
(2) p = a + b Prob(Brexit) + u

dove Prob(Brexit) è ricavato dai “polls” e u é un disturbo stocastico. Combinando le due espressioni , possiamo esprimere i parametri stimati a e b come segue:

(3)=  E(p|Remain) ,   b =E(p|Brexit)- E(p|Remain),  e dunque a+b =E(p|Brexit) 

Il grafico sopra descritto mostra sul lato delle ascisse il valore stimato per il parametro a , e sulle ordinate il valore stimato per a+b.  Se il parametro  non risulta significativamente diverso da zero almeno al 5% il suo valore è posto uguale a zero