Lo stallo nella formazione del nuovo governo e’ solo apparentemente legato al nome di Paolo Savona come candidato della Lega al Ministero dell’Economia. Lo scontro, dovrebbe essere chiaro, va molto al di la’ del nome. Si tratta della contrapposizione tra due interessi. Da un lato vi e’ l’interesse di una forza politica, la Lega, che legittimamente aspira ad un ruolo chiave nella futura compagine di governo al fine di mettere in atto le politiche (anti-europee) promesse in campagna elettorale, e che chiede al M5S di rispettare gli impegni presi in cambio dell’appoggio al candidato Premier Conte. Per inciso, il ruolo di quest’ultimo, gia’ affiancato dai Dioscuri Salvini e Di Maio, verrebbe a scomparire definitivamente se accompagnato anche da una personalità forte come quella di Savona. A questo interesse se ne  contrappone uno generale: il principio costituzionale della separazione dei poteri. Il ruolo che la Costituzione affida a Mattarella nella nomina dei ministri fa parte di quei pesi e contrappesi  che limitano il potere dell’esecutivo. Tutti regimi a vocazione autoritaria, quelli che che invocano la “sovranità popolare” non mediata dalla istituzioni ma incarnata dai capi-partito, iniziano sempre attaccando questi contro-poteri istituzionali (siano la Presidenza della Repubblica, l’autonomia della Magistratura, la libertà’ di coscienza dei Parlamentari, la Banca Centrale etc.)

Ma Paolo Savona e’ uomo d’onore. E’ un professore universitario che si occupa da anni di Economia Monetaria Internazionale, che e’ anche la mia materia, anche se non ricordo di averne mai letto un paper scientifico su riviste internazionali peer-reviewed.

Eppure Paolo Savona e’ un uomo d’onore, che negli anni   non ha mai esitato ad assumere incarichi di prestigio e responsabilità: alla Banca d’Italia (come  Direttore del Servizio studi), nel Governo del paese (Ministro dell’Industria con Ciampi),  nelle banche italiane (da BNL a Capitalia a  Unicredit-Banca di Roma) e  nella Confindustria, come Direttore generale. Eppure, mentre ricordo i suoi recenti interventi con l’Europa e la Germania democratica della Merkel, paragonata a quella nazista, non ricordo suoi interventi altrettanto severi contro la commistione tra politica, accademia e “poteri forti”, o favore di una governance trasparente delle banche, o, come direbbe il Premier incaricato  Conte, “a tutela dei risparmiatori truffati” (cit).

Il professor Savona e’ uomo d’onore, ed e’ uomo intelligente. Non dubito che si renda perfettamente conto che le ripercussioni finanziarie internazionali della perdurante instabilità’ politica possono essere molto gravi per il Paese. Non dubito che si renda perfettamente conto che lo scontro istituzionale apertosi sul suo nome ha una portata che trascende il suo nome. Non dubito perciò che,  come sempre in passato, dimostri  di avere a cuore l’interesse del Paese  e non le proprie ambizioni. Per tale motivo, non dubito che il professor Savona  presto  farà una dichiarazione simile a questa:

“Ringrazio le forze politiche Lega e Movimento a Cinque Stelle per la fiducia accordatami. Tuttavia, alla luce delle difficoltà istituzionali seguite alla mia candidatura, ed al fine di aiutare la nascita di un governo che rappresenti la volontà di cambiamento del  Paese, dichiaro di non essere disponibile ad assumere incarichi di governo”