Qui sotto riporto un semplice calcolo back-of-the-envelope  che mostra l’evoluzione del rapporto debito-PIL con un rapporto tra disavanzo e PIL inizialmente intorno  al 2.4% . Sono descritti 3 scenari. Nello scenario piu’ ottimistico  (linea blu), l’avanzo primario viene mantenuto stabile al 2%; il tasso di interesse reale, per l’aumento generale dei tassi di mercato e la fine del QE, aumenta gradualmente fino al 4% nel 2040; la crescita rimane stabile all’ ‘1.5%. In questo scenario, inizialmente il rapporto debito-PIL si riduce , per poi tornare a crescere verso il livello attuale.  Nello scenario intermedio,  in rosso,  le ipotesi sui  tassi di interesse e sull’avanzo primario rimangono invariate, ma la crescita rallenta lentamente fino a raggiungere lo zero nel nel 2033.  In questo scenario, il rapporto debito-PIL sale fino al 160% nel 2040. Infine, nello scenario “pessimistico”, in verde, al rallentamento della crescita si aggiunge una progressiva riduzione dell’avanzo primario che si annulla gradualmente nel giro di vent’anni. Qui l’effetto congiunto della minor disciplina fiscale, del  progressivo rallentamento della crescita e dei maggiori oneri di interessi porta il rapporto debito-PIL al 190%  nel 2040. Nei tre casi descritti, non si calcola l’effetto di un aumento improvviso dello “spread” dovuto ad una fuga degli investitori dal debito italiano, né un rallentamento improvviso (“sudden stop”) della crescita legata alla crisi di fiducia nel debito.  Questi effetti , in realtà’, diventano piuttosto probabili,  perché’ in due dei tre scenari descritti il rapporto debito-Pil si colloca su un sentiero esplosivo.