Looking for a Research Assistant

The Economics Department at UNIBO is opening a position for a Research Assistant (8 months) on my project “Political Uncertainty and Asset Prices” together with Giulio Trigilia (Rochester).  It suits last year Msc or PhD students interested in International Macro/Finance. If interested apply here: http://www.dse.unibo.it/it/bandi/selezione-pubblica-per-titoli-e-colloquio-per-un-incarico-di-collaborazione-per-la-ricerca-incertezza-politica-e-prezzi-delle-attivita-finanziarie...

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Le due osservazioni Istat sulla Manovra

Interessante il contenuto dell’intervento del Presidente dell’Istat Franzini sulla nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza. L’ISTAT in sostanza dice due cose importanti Per le imprese aumenta in media  la pressione fiscale perché la introduzione della mini-IRES (imposta sul reddito delle imprese) viene più che compensata dalla eliminazione degli incentivi dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE) che prevedeva la deducibilità dal reddito imponibile delle ricapitalizzazioni delle imprese e del “maxi-ammortamento” degli investimenti . Questo perché la platea delle imprese a cui si applicano le minore imposte è molto più ristretta di quelle a cui si tolgono gli sgravi fiscali. “..Nel complesso i provvedimenti analizzati generano una riduzione del debito di imposta IRES per il 7% delle imprese, mentre per più di un terzo tale debito risulta in aumento. L’aggravio medio di imposta è pari al 2,1%: l’introduzione della mini-IRES (-1,7%) non compensa gli effetti dell’abrogazione dell’ACE (+2,3%) e della mancata proroga del maxi-ammortamento (+1,5%). L’effetto complessivo è legato alla maggiore selettività della mini-IRES rispetto all’ACE e al maxi-ammortamento. Il beneficio dovuto alla detassazione prevista dalla mini-IRES riguarderebbe, infatti, una platea più ristretta di imprese. Tuttavia, rispetto al numero di beneficiari potenziali la quota di imprese totalmente incapienti risulterebbe estremamente contenuta (1,8 punti percentuali). L’aggravio fiscale, rispetto alla normativa vigente, è maggiore tra le imprese fino a 10 dipendenti. Il combinato dei provvedimenti svantaggerebbe in misura minore le imprese manifatturiere ad alta...

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Riforme Strutturali all’Universita’ Statale Bicocca

Le cosiddette riforme strutturali, quelle per intendersi che avvantaggiano i contribuenti perché accrescono la concorrenza nei mercati dei beni, del lavoro, dei capitali, dei servizi “pubblici”, e riducono la burocrazia e le rendite di posizione degli insiders (dalle concessionarie di appalti pubblici agli ordini professionali, dalle categorie protette come i tassisti, ai sindacati e alle banche “del territorio” ),  queste riforme sono sparite dall’orizzonte del governo-del-cambiamento. Questo perché queste e misure, spesso a costo zero per il bilancio, in genere hanno costi politici elevati perché i loro effetti sulla crescita non sono immediatamente visibili, mentre il loro costi lo sono. Eppure, la storia delle recenti riforme strutturali messe in atto nei paesi dell’Europa del Sud colpiti maggiormente dalla crisi,  Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia,  mostra anche aspetti di successo. Ne ho discusso ieri all’ Università Statale Bicocca, dove sono stato invitato a tenere una lezione per inaugurare l’anno accademico del corso di Laurea in International Economics and Finance.  Per chi e’ interessato, le slide della presentazione si trovano qui...

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A Studio24, RaiNews 24

A Studio24 con Rob Vicaretti, Colaninno, Campus et al QUI  (ringrazio Davide Dragone per aver pazientemente sopportato l’invasione del nostro ufficio da parte della  troupe della...

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I Numerini della Manovra

È un vero peccato che né il Premier Conte, né i due Vicepremier semi-plenipotenziari non abbiano, per formazione o mancanza della stessa, alcuna dimestichezza con i “numerini” della manovra di politica economica. E questo non tanto perché sui “numerini” si dovrà trattare con l’arcigna Commissione Europea, che in questi anni ha fatto per la verità ampi sconti sulle promesse fatte dai vari governi. E neppure perché i “numerini” sono osservati attentamente dai cosiddetti mercati, che devono decidere se rinnovare i titoli di Stato che possiedono o chiederne il rimborso (che lo Stato non avrebbe i soldi per garantire). Molti...

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La dinamica del debito pubblico con un disavanzo al 2.4% del Pil

Qui sotto riporto un semplice calcolo back-of-the-envelope  che mostra l’evoluzione del rapporto debito-PIL con un rapporto tra disavanzo e PIL inizialmente intorno  al 2.4% . Sono descritti 3 scenari. Nello scenario piu’ ottimistico  (linea blu), l’avanzo primario viene mantenuto stabile al 2%; il tasso di interesse reale, per l’aumento generale dei tassi di mercato e la fine del QE, aumenta gradualmente fino al 4% nel 2040; la crescita rimane stabile all’ ‘1.5%. In questo scenario, inizialmente il rapporto debito-PIL si riduce , per poi tornare a crescere verso il livello attuale.  Nello scenario intermedio,  in rosso,  le ipotesi sui  tassi...

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Cosa Succede se Usciamo dall’Euro?

Oggi 21/9/18 alle 16.30 al Teatro Parenti a Milano , l’Istituto Bruno Leoni, in occasione della presentazione del libro “Cosa succede se usciamo dall’Euro” ,  organizza un dibattito interessante (v. programma) sulle conseguenze economiche e politiche di una uscita dalla moneta comune. Una versione preliminare del mio capitolo del libro, “Le conseguenze macroeconomiche di Italexit” si trova ...

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Structural Reforms in Europe

Today I  made a presentation  in Brussels at Bruegel’s  think-tank event on “Structural Reforms in Europe : Policy Lessons from the Crisis”. At the link above you can find the video of the event and my presentation (also...

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Che cos’ e’ lo spread e perche’ ci deve preoccupare

Lo spread è la differenza tra il tasso di interesse che il governo italiano paga sui BTP a 10 anni rispetto a quello pagato dal governo tedesco su titoli con la stessa scadenza.  Negli ultimi mesi lo spread è salito fino ad un massimo di 303,4 punti (il 3 %) a fine maggio, da quota 113.6 punti di fine aprile, ed è poi calato intorno a 218 (20 giugno). Dobbiamo preoccuparci? Sì, perché lo Stato italiano, cioè tutti noi, oggi paga un interesse superiore di oltre 2 punti percentuali rispetto alla Germania. Ma da cosa è determinato questa differenza?...

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Il nemico esterno

“Spezzeremo le reni a Malta” , e poi alla Spagna socialista , che abbiamo gia’ piegato al nostro volere, poi a Germania della Merkel, a Francia e Olanda, sotto le cui bandiere agisco ONG “complici del business degli scafisti” . La strategia di Salvini non “rischia” d’isolarci dalla comunità’ internazionale ed Europea: “punta” a quello. Lo spettro del nemico esterno (l’Europa, la Germania, gli immigrati, Malta, Neri, Musulmani e Rom)  serve a ridurre al silenzio il nemico interno, che viene accusato di complicità con i nemici della Nazione. Questo nemico interno e’ rappresentato non tanto quel che resta del...

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Conte al G7

Che posizione prenderà’ il  Primo Ministro Conte al G7? Sara’ a favore delle tariffe su alluminio e acciaio di Trump imposte anche a noi, in quanto membri della UE, visto che servirebbero ad «arginare la prepotenza tedesca» (cit. Salvini)? Sarebbe interessante saperlo, visto che al contempo il governo Conte e’  contrario alle sanzioni commerciali europee verso la Russia. Per capirlo e’ necessario leggere il “manuale di istruzioni” del Primo Ministro, il testo sacro del “contratto” . Ricordo, per inciso, che questo contratto non e’,  come quello di Berlusconi firmato a “Porta a porta”, un impegno solenne tra leader ed...

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I primi 100 giorni del governo Conte

Fare previsioni non e’ il mestiere degli economisti, anche se molti non-economisti pensano il contrario. Nonostante ciò mi avventuro in una previsione sul tema: quali saranno i primi provvedimento del nuovo governo giallo-verde? La prima fase di governo sarà’ probabilmente il proseguimento della campagna elettorale: i primi provvedimenti avranno queste caratteristiche: alto  contenuto simbolico e impatto mediatico,  e basso costo e efficacia. Eccone alcuni: Rimborsi ai “truffati delle banche”, cioe’ a quanti sono stati sacrificati alla causa delle banche (cit Di Maio) per colpa  del “conflitto di interessi” tra vecchia politica (e.g. Boschi) e interessi bancari. Qui il governo potrebbe cavarsela...

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Paolo Manasse


Professor of Economics
Economics Department, University of Bologna

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