Le 10 (oneste) ammissioni di Tria sul Def

La lettura del Documento di Economia e Finanza uscita sul sito del Ministero dell’Economia sollecita una riflessione ed una domanda. La riflessione riguarda l’onestà intellettuale, lo scrivo senza ironia, del ministro Tria nello spiegare chiaramente le conseguenze economiche della “manovra del cambiamento”. Mentre autorevoli esponenti della maggioranza si ostinano ad addebitare la brusca frenata dell’economia italiana all’andamento della locomotiva tedesca, che pur rallentando, marcia molto più speditamente di noi, il Ministro spiega che il rallentamento della crescita è in parte conseguenza degli alti tassi di interesse. Il DEF non lo dice, ma è noto che l’aumento del costo del...

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Intervista a Sputnik News sull’Euro

Secondo Il Post  , Sputnik News e’ l’organo di propaganda di Putin in Italia.  Comunque Sputnik News mi ha chiesto un’opinione sull’uscita dall’Euro, e l’ha riportata in maniera corretta. Too bad che l’altra “esperta” interpellata sia Francesca Donato aka ...

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Il Mistero delle Riforme Mancanti

(oggi su il foglio ) Nel racconto di Conan Doyle “Silver Blaze”, Sherlock Holmes è alle prese un duplice delitto: un famoso cavallo da corsa è stato rubato e il suo allenatore assassinato. Parlando con l’ispettore Gregory di Scotland Yard, Sherlock risolve brillantemente il caso in questo modo: Gregory: “C’è qualche altro punto su cui vorrebbe attirare la mia attenzione?” Holmes: “Sul curioso avvenimento del cane durante la notte” Gregory: “Il cane non ha fatto nulla durante la notte.” Holmes: ” E’ stata propria quella la cosa curiosa” Nella notte in cui è avvenuto il delitto, il mastino di guardia alla stalla non ha abbaiato. Quindi doveva conoscere l’assassino. Sherlock scopre così che l’assassino è il padrone del cane, l’ex-allenatore del cavallo da corsa.  Qualcosa che non è accaduto spiega un evento. Per il nostro paese, e soprattutto per i nostri giovani, il delitto si chiama furto del futuro: è il portato di una crescita (quasi) zero che incatena la nostra economia da circa un quarto di secolo e spinge i giovani ad abbandonare il paese. Tra 1998 ed il 2017 in Italia si è registrata la più bassa crescita del reddito per lavoratore attivo (in giallo nella Figura 1), e del PIL (puntino rosso), rispetto a tutti gli altri paesi della zona Euro, compresi Grecia, Portogallo, Spagna, Cipro, dove la crisi del debito ha avuto conseguenze ben più gravi...

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Looking for a Research Assistant

The Economics Department at UNIBO is opening a position for a Research Assistant (8 months) on my project “Political Uncertainty and Asset Prices” together with Giulio Trigilia (Rochester).  It suits last year Msc or PhD students interested in International Macro/Finance. If interested apply here: http://www.dse.unibo.it/it/bandi/selezione-pubblica-per-titoli-e-colloquio-per-un-incarico-di-collaborazione-per-la-ricerca-incertezza-politica-e-prezzi-delle-attivita-finanziarie...

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Le due osservazioni Istat sulla Manovra

Interessante il contenuto dell’intervento del Presidente dell’Istat Franzini sulla nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza. L’ISTAT in sostanza dice due cose importanti Per le imprese aumenta in media  la pressione fiscale perché la introduzione della mini-IRES (imposta sul reddito delle imprese) viene più che compensata dalla eliminazione degli incentivi dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE) che prevedeva la deducibilità dal reddito imponibile delle ricapitalizzazioni delle imprese e del “maxi-ammortamento” degli investimenti . Questo perché la platea delle imprese a cui si applicano le minore imposte è molto più ristretta di quelle a cui si tolgono gli sgravi fiscali. “..Nel complesso i provvedimenti analizzati generano una riduzione del debito di imposta IRES per il 7% delle imprese, mentre per più di un terzo tale debito risulta in aumento. L’aggravio medio di imposta è pari al 2,1%: l’introduzione della mini-IRES (-1,7%) non compensa gli effetti dell’abrogazione dell’ACE (+2,3%) e della mancata proroga del maxi-ammortamento (+1,5%). L’effetto complessivo è legato alla maggiore selettività della mini-IRES rispetto all’ACE e al maxi-ammortamento. Il beneficio dovuto alla detassazione prevista dalla mini-IRES riguarderebbe, infatti, una platea più ristretta di imprese. Tuttavia, rispetto al numero di beneficiari potenziali la quota di imprese totalmente incapienti risulterebbe estremamente contenuta (1,8 punti percentuali). L’aggravio fiscale, rispetto alla normativa vigente, è maggiore tra le imprese fino a 10 dipendenti. Il combinato dei provvedimenti svantaggerebbe in misura minore le imprese manifatturiere ad alta...

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Riforme Strutturali all’Universita’ Statale Bicocca

Le cosiddette riforme strutturali, quelle per intendersi che avvantaggiano i contribuenti perché accrescono la concorrenza nei mercati dei beni, del lavoro, dei capitali, dei servizi “pubblici”, e riducono la burocrazia e le rendite di posizione degli insiders (dalle concessionarie di appalti pubblici agli ordini professionali, dalle categorie protette come i tassisti, ai sindacati e alle banche “del territorio” ),  queste riforme sono sparite dall’orizzonte del governo-del-cambiamento. Questo perché queste e misure, spesso a costo zero per il bilancio, in genere hanno costi politici elevati perché i loro effetti sulla crescita non sono immediatamente visibili, mentre il loro costi lo sono. Eppure, la storia delle recenti riforme strutturali messe in atto nei paesi dell’Europa del Sud colpiti maggiormente dalla crisi,  Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia,  mostra anche aspetti di successo. Ne ho discusso ieri all’ Università Statale Bicocca, dove sono stato invitato a tenere una lezione per inaugurare l’anno accademico del corso di Laurea in International Economics and Finance.  Per chi e’ interessato, le slide della presentazione si trovano qui...

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A Studio24, RaiNews 24

A Studio24 con Rob Vicaretti, Colaninno, Campus et al QUI  (ringrazio Davide Dragone per aver pazientemente sopportato l’invasione del nostro ufficio da parte della  troupe della...

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I Numerini della Manovra

È un vero peccato che né il Premier Conte, né i due Vicepremier semi-plenipotenziari non abbiano, per formazione o mancanza della stessa, alcuna dimestichezza con i “numerini” della manovra di politica economica. E questo non tanto perché sui “numerini” si dovrà trattare con l’arcigna Commissione Europea, che in questi anni ha fatto per la verità ampi sconti sulle promesse fatte dai vari governi. E neppure perché i “numerini” sono osservati attentamente dai cosiddetti mercati, che devono decidere se rinnovare i titoli di Stato che possiedono o chiederne il rimborso (che lo Stato non avrebbe i soldi per garantire). Molti...

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La dinamica del debito pubblico con un disavanzo al 2.4% del Pil

Qui sotto riporto un semplice calcolo back-of-the-envelope  che mostra l’evoluzione del rapporto debito-PIL con un rapporto tra disavanzo e PIL inizialmente intorno  al 2.4% . Sono descritti 3 scenari. Nello scenario piu’ ottimistico  (linea blu), l’avanzo primario viene mantenuto stabile al 2%; il tasso di interesse reale, per l’aumento generale dei tassi di mercato e la fine del QE, aumenta gradualmente fino al 4% nel 2040; la crescita rimane stabile all’ ‘1.5%. In questo scenario, inizialmente il rapporto debito-PIL si riduce , per poi tornare a crescere verso il livello attuale.  Nello scenario intermedio,  in rosso,  le ipotesi sui  tassi...

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Paolo Manasse


Professor of Economics
Economics Department, University of Bologna

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